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CRAC CENTRO RICERCA ARTI CONTEMPORANEE
Lamézia Terme
May 11
2017

Dettagli evento

LIGHTS IN THE STORM: Rassegna di arti visive, musica e performing art presenta l’ultimo appuntamento di questa edizione con la mostra di Savina Tarsitano e Dinu Flamand.

Inaugurazione:
11.05.2017
ore 19.00_24.00

L’esperienza dell’artista Savina Tarsitano nel mondo culturale e scientifico l’ha portata a situare in una visione culturalista la ricerca artistica, il suo lavoro, infatti, si è incentrato sul concetto di approdo, e si è snodato attraverso soggiorni in luoghi tema come le isole, le abbazie, i castelli, le fortezze militari. Le opere, con differenti linguaggi hanno assunto la forma di visioni incarnate attraverso una relazione con l’ambiente che, al di là dei suoi caratteri manifesti, si configura come territorio visivo. Il progetto “Conversazioni” nasce come tappa evolutiva di questi interventi artistici nei luoghi ed edifici che da qualche anno hanno portato l’artista ad elaborare temi – site-specific – quali “L’Isola che Vuoi”, l’ ”ArchitetturA Emozionale”, il “Terzo Edificio”, e le “Icone del Caos”. L’idea di un progetto artistico sulle espressioni estetiche dello scambio simbolico delle comunità e in questo contesto di quelle della regione Calabria s’inscrive nella più ampia ricerca sui luoghi che Savina Tarsitano conduce da diversi anni. Un lavoro sulla rappresentazione visiva delle memorie viventi si intreccia inevitabilmente con l’indagine e la scoperta dei cronotopo di un luogo,ossia di quei caratteri evenemenziali che assumono una forma paradigmatica. In questa direzione ciò che le interessa è il ritratto del luogo dentro la relazione con i suoi temi collettivi, i monumenti, dal bizantino, al greco, normanno, ma anche gli stadi, i palazzi municipali, le ville cittadine, così come tutti quei rapporti con la natura che si sottraggono allo sfruttamento e si destinano alla mera contemplazione. La stessa luce, risorsa e medium peculiare nella espressione artistica dei luoghi assumerà in questo lavoro oltre che il valore di tema quello di supporto visto l’utilizzo nel progetto dei linguaggi della pittura, la fotografia e le installazioni/ sculture. L’idea centrale è quello di esplorare l’ambiguità nelle “visioni” estetiche delle comunità partendo dal modo con cui una comunità vive la dimensione storica del territorio ed il patrimonio culturale, per sviluppare un processo di traduzione visiva attraverso la pratica e la riflessione d’uso dei e tra i diversi linguaggi dell’arte, (fotografia, pittura, disegno, poesia, scultura). Durante le fasi del progetto di Savina Tarsiatno sono stati invitati diversi artisti nell’esplorazione estetica del luogo e gia presentati dei primi risultati a Bruxelles invitando lo scultore tedesco Fabian Vogler e l’artista belga Emmanuel Beyens a collaborare al suo progetto esplorando attraverso la scultura e il ritratto la dimensione emozionale del luogo. Quello che ci si attende da un esperienza artistica su queste basi è un’opera plurilinguistica che assembli le varie espressioni visive puntando a trasformare la percezione dell’inevitabile ambiguità residua in dono comunicativo; il progetto si chiama infatti “Conversazioni”.

Giovedi Inaugurazione Le Luci delle Pietre progetto con Savina Tarsitano e Dinu Flamand.
Mostra e lettura di poesia in presenza come ospite d’onore il poeta Rumeno Dinu Flamand.
In questa occasione saranno anche esposte i lavori fotografici “Icone del Caos” che hanno ispirato il poeta rumeno Dinu Flamand sfociati in due libri di poesia e in tour internazionale di mostre tra il 2010 e il 2011 con la mostra Internazionale “Le Luci delle Pietre”. Il poeta Dinu Flamand che collabora con l’artista calabrese dal 2005 dal loro primo incontro alla Fondazione Bogliasco, da questo incontro è nato il loro progetto interculturale un dialogo tra poesia e fotografia attraverso l’esplorazione dell’anima e dei luoghi.
Le opere di Savina Tarsitano, scelte dal poeta Dinu Flamand fanno parte del ciclo fotografico realizzato durante le residenze dell’artista calabrese presso il Museo di Upernavik, Groenlandia; Progetto Europeo Et in Arcadia Ego, presso il castello di Coswig (Anhlat) e il palazzo di Bereguardo; Programma Odissea promosso e gestito dalla Association des Centres Culturels de Rencontre di Parigi (ACCR) con il sostegno del Ministero francese per la Cultura e la Comunicazione, presso il Nordic Institute for Contemporary Art in cooperazione con il Governing Body di Suomenlinna, (Finlandia), Hôpital Caroline sull’Isola di Frioul, Domaine de Fonds Saint-Jacques, Martinica, Centre Culturel de Rencontre di Ambronay (Francia). Il tour europeo è stato inaugurato dai due artisti nel 2010 presso l’Istituto Romeno di Cultura di Berlino in occasione dell’uscita della nuova antologia Umbre şi Faleze, pubblicata dalla casa editrice Brumar e illustrata dai lavori fotografici di Savina Tarsitano e dell’antologia La luce delle Pietre pubblicata dalla casa editrice Palomar, tradotta e curata dal professor Giovanni Magliocco e la copertina illustrata da Savina Tarsitano. Il tour è proseguito a Roma presso l’Accademia Romena di Villa Giulia in collaborazione con la Galleria Gallerati patrocinata dalla Fondazione Bogliasco, dal network europeo dei monumenti storici ACCR, e dal parlamento europeo della cultura, a Torino in occasione del Salone del libro. E’ proseguita a Bruxelles ospitata dal centro The Centre, Edelman la piu grande multinazionale del mondo di pubbliche relazioni di Bruxelles organizzato dall’agenzia d’artea Art-Za col supporto e la collaborazione dell’Istituto Italiano di Cultura e l’Istituto Romeno di Cultura, con il patrocinio personale dell’allora Ministro della Cultura Fréderic Mitterand e il Ministero francese per la cultura e comunicazione, la Fondazione di New York Bogliasco e la regione Calabria. La prima fase si è conclusa a Genova in occasione del 15° anniversario della Fondazione Bogliasco. I due artisti dopo una pausa di ricerca si rincontrano nel 2016 a Barcellona e decidono di riprendere il secondo tour mondiale in occasione dell’uscita del libro “Ombre e Falesie” tradotto in tedesco nel 2017 ed illustrato dalle opere realizzate presso il Castello di Coswig, Germania e con un nuovo ciclo di opere e installazioni di arte contemporanea. Il rientro in Calabria, nella terra natale di Savina è di vitale importanza per riappropriarsi dei propri luoghi seguita dal poeta Dinu Flamand, per dialogare ciascuno con le proprie origini, e per ripartire alla scoperta della Transilvania. L’antologia Umbre şi faleze è un viaggio nel regno delle ombre per sottrarre all’oblio le immagini dei suoi cari scomparsi, e quelle del suo passato, trasfigurandole nella seconda parte in elementi di una liturgia poetica che celebra attraverso le ombre la natura. Il progetto ha il patrocinio della Fondazione Bogliasco, Espronceda Centro d’arte e cultura di Barcellona, la casa editrice tedesca, e il ACCR di Parigi.
Di loro scrivono: “E’ una splendida prova che genera risultati creativi, nati dall’incontro e la cooperazione di due artisti” (Karl-Erik Norrman, Segretario Generale del Parlamento Europeo della Cultura). “Sono rari gli incontri essenziali. Sono quasi delle occasioni mistiche. Hanno bisogno di qualcosa di eccezionale. E’ possibile che due persone si incontrano e riescano a dialogare con quello che hanno di più bello e nascosto nell’anima? E’ il fatto che due artisti cosi diversi si sono incontrati e (ri)conosciuti, e si sono messi d’accordo per realizzare assieme una mostra di fotografie e un libro di poesia è un miracolo quasi mistico”. (Valentin Protopopescu, Rivista Letteraria).
Le fotografie di Savina Tarsitano come lei stessa scrive sintetizzano il rapporto tra il suo occhio, il mezzo espressivo e i soggetti (natura e monumenti). L’ipotesi è di catturare contesti marcati da presenze potenziali. In questi lavori, infatti, ferma l’ombra delle figure in uno spazio definito dalle misure delle sagome lavorando sull’idea che i luoghi non possano essere guardati se non proiettando su di essi una preconoscenza. Le ombre sono mappe di dislocazione, una grammatica delle isole quali strutture di comunicazione ottica. Delle isole è evidente il carattere di luogo di posta rappresentato oltre che dall’essere appiglio geografico anche dalle immancabili architetture di avvistamento, dislocate rispetto agli approdi. Ed è questa loro natura di propagatori di energia a dispetto dell’apparente isolamento, che ha ispirato i miei lavori artistici. Osservando come le rocce, le pietre e i muri siano in balia delle vicende meteo marine e umane che ne modificano le forme ho percepito un’energia, come di continui spostamenti della materia nella natura. Da qui il progetto di utilizzare le rocce, i muri di pietra e i lastricati, come quadranti su cui proiettare l’ombra di un corpo umano affinché restituiscano visioni anamorfiche prodotte dalla sovrapposizione di sezioni d’ombra alle diverse rese cromatiche della pietra, dovute a fenomeni chimici naturali. Le ombre mi sono sembrate le forme più adatte e per quei confini allo stesso tempo evanescenti e densi, che hanno una resa straordinaria sulle venature della roccia, e per quel loro essere misuratori di luce che dicono del tempo, del suo scorrere e della presenza. Dare forma alle rocce, renderle vive, è costruire una mitologia iconografica delle isole fatta di paesaggi dislocati, irrintracciabili su una mappa fedele. (Savina Tarsitano).

Bio_
Savina Tarsitano è nata in Calabria nel 1970; attualmente vive e lavora in Belgio, Spagna, Italia e Caraibi, è stata in residenza artistica per tre anni presso il Castello di Coswig (Anhalt, nelle vicinanze di Berlino), grazie al progetto europeo Et in Arcadia Ego, grazie a questo periodo di ricerca una delle sue opere è stata selezionata per la Biennale di Venezia del 2011. Fotografa e pittrice, svolge la sua ricerca artistica dal 2006 ad oggi dedicandosi al progetto artistico L’Isola che vuoi, da cui nascono i progetti l’Architettura emozionale e le Icone del Caos, grazie al programma Odissea promosso e gestito dall’Association des Centres Culturels de Rencontre di Parigi (ACCR) con il sostegno del Ministero francese per la Cultura e la Comunicazione, il Museo di Upernavik in Groenlandia, la Fondazione Bogliasco in Italia e il progetto europeo Et in Arcadia Ego. E’ selezionata dal centro europeo cinese di Xiamen, Cina e dal League Artistic di New York. La sua ricerca è incentrata sul concetto di “approdo” e si snoda attraverso soggiorni in luoghi a tema, come le isole, le abbazie, i castelli. Le opere, realizzate con differenti tecniche e linguaggi, assumono la forma di “visioni incarnate” attraverso una relazione con l’ambiente che, al di là dei suoi caratteri manifesti, si configura come territorio visivo. Le opere di Savina Tarsitano sono state esposte in Danimarca, Francia, Martinica, Groenlandia, Italia, Germania, Finlandia, Belgio, Olanda, Stati Uniti (Los Angeles), Indonesia, Giappone. Per la sua ricerca artistica ha ottenuto la nomina a membro del Parlamento europeo della Cultura. Diventa co-fondatrice del centro d’arte Espronceda di Barcellona, curatrice e mentore di diversi programmi universitari, tra cui la Royal Academy di Bruxelles. Per la sua ricerca e attivismo per l’arte al centro del cambiamento sociale e per il suo progetto “creatività in movimento” nei Caraibi, Martinica ha ottenuto la nomina di ambasciatrice del Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto e Cittadellarte nel 2012.

Dinu Flămând, è nato nel 1947 a Susenii-Bârgăului (Romania). E’ stato membro fondatore del cenacolo e della rivista “Echinox” e, con Adrian Popescu e Ion Mircea, l’esponente più importante del gruppo “echinoxista”. Ha debuttato nel 1906 sulla rivista “Tribuna”, successivamente ha seguito i corsi della Facoltà di Filologia dell’Università Babes-Bolyai di Cluj-Napoca, dove si è laureato nel 1970. Nel 1980 chiede e ottiene asilo politico in Francia, dove denuncia il regime romeno attraverso interviste e articoli. Tra i suoi volumi di poesia più significativi: Apeiron (Apeiron, 1971), Stare de asediu (Stato di assedio, 1983), Viaţă de probă (Vita in prova, 1998), Tags (Tags, 2002) e Frigul intermediar (Il freddo intermedio, 2006). La “Luce delle pietre” propone una scelta antologica della seconda della produzione poetica di Dinu Flămând. La seconda tendenza si dirige verso una realtà più solare e apollinea, espressa mediante una lingua lineare e astratta che si concretizza in particolare nelle splendide visioni mediterranee del ciclo Umbre şi faleze (Ombre e falesie, 2009 illustrato dalle opere di Savina Tarsitano), in cui il poeta fissa la sua parola poetica nella luminosità, quasi metafisica, di elementi ormai pacificati. Lo stesso anno l’università Vasile Goldis in Romania, gli concesse il titolo di Dottore Honoris Causa. Nel 2012, l’Edizioni la Cabra in Messico, annuncia il suo libro El Frio Intermediario nella versione d’Omar Lara. Alla fine del 2012 l’edizioni Linteo in Spagna, pubblica un’antologia, En la querda de tender,, riportato dal quotidiano El Pais che inizia 2013 con la diffusione di una poesia di questa raccolta. Le sue ultime traduzioni rumene sono antologie di vari poeti come Fernando Pessoa, Umberto Saba Samuel Beckett, Carlos Drummond de Andrade, Antonio Gamoneda, Jean-Pierre Siméon e Omar Lara. Riceve il Premio dell’Unione degli Scrittori della Romania per la traduzione di Fernando Pessoa – Le livre de l’inttranquilité, 2008 e lo stesso premio per la traduzione di Fernando Pessoa – L’opera poetica nel 2012. Nel 2011, Dinu Flamand riceve il Premio Nazionale di Poesia “Mihai Eminescu”. L’ultima antologia di poesie pubblicate: Innatention de l’attention,, Edizioni Pass Wind 2013, traduzioni rumeno di Ana Flamind, con una prefazione di Jean Pierre Siméon.
CRAC CENTRO RICERCA ARTI CONTEMPORANEE - Savina Tarsitano Dinu Flamand exhibition

CRAC CENTRO RICERCA ARTI CONTEMPORANEE
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Via Piersanti Mattarella 11, 88046
Lamézia Terme,

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